Aiuta OMeRO ad inondare Catania!!

WWD 2011O.Me.R.O è impegnato da qualche mese nello studio dell’uso geopolitico delle risorse idriche nella regione Mediterranea.

I nostri studi ci stanno portando molto lontano, sia nell’indagare le questioni ambientali legate all’acqua, sia nell’analizzare gli impatti di politica internazionale nel dialogo regionale fra Stati, nella cooperazione per la gestione delle acqua transfrontaliere ed altro…

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La Turchia dirige la diplomazia mediorientale sulle note del Nabucco

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Non sappiamo quanto tempo ancora ci vorrà perché si firmi la risoluzione del contenzioso diplomatico tra Turchia e Armenia circa la definizione (genocidio? repressione?) della strage armena 1915 operata dall’Impero Ottomano. Senza di essa, la Turchia lo sa bene, non ci sarà posto in Europa per lei. Ultimamente però non sembra curarsene molto. Dopo lo schiaffo ricevuto da Francia e Germania, l’opinione pubblica si è disaffezionata al Vecchio Continente e ha cercato di costruire una sua identità internazionale potenziando il suo ruolo di pedina fondamentale nel gioco diplomatico mediorientale. Riuscendoci con discreta efficacia.

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Buchi nell’acqua

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Il problema dell’acqua come risorsa rinnovabile ma limitata, come diritto, come fonte di energia e di vita su questo pianeta, riguarda tutti e deve essere affrontato con una certa urgenza. Di questo tema si occupano non più solo le associazioni ambientaliste ma anche i media, in vista della formazione di un’opinione pubblica mondiale che possa esercitare pressione sulle istituzioni politiche e sui loro leader.

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Libano, la guerra dell’acqua dietro il contenzioso fra Israele e Hezbollah

L’ex ambasciatore a Beirut Franco Mistretta incontra i membri di O.Me.R.O.

“Se Israele restituisse al Libano le fattorie di Sheeba, che continua ad occupare per pompare acqua da due condutture verso la Galilea, toglierebbe alle milizie di Hezbollah la ragione stessa di esistere e si rivelerebbe in tal modo una mossa strategica di grande efficacia”: perché, spiega l’ex ambasciatore in Libano Franco Mistretta, segnerebbe la fine del contenzioso fra Israele e Hezbollah, rafforzerebbe il governo di Fouad Siniora, priverebbe i miliziani di qualsiasi pretesto per rifiutare il disarmo e assesterebbe un colpo micidiale alla nefasta influenza dell’Iran nel Paese dei cedri. Con questo auspicio l’ambasciatore che era di stanza a Beirut durante la guerra israelo-libanese del 2006 ha concluso venerdì scorso un briefing informale con i membri dell’associazione Omero, nella sede della Sioi.

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