8 Km per annientare Hamas. Alleanza fra Israele e le potenze arabe per ridimensionare l’Iran


Mentre si discute sul piano per la fine delle ostilità proposto da Egitto e Francia con l’appoggio degli Usa, si contano le vittime dei 12 giorni dell’operazione  militare israeliana “Piombo fuso” che nella Striscia di Gaza ha già causato più di 630 morti e migliaia di feriti.  L’ennesima operazione militare israeliana è stata lanciata alla fine del 2008 in un territorio palestinese riconosciuto internazionalmente.

All’indomani del ritiro unilaterale e dell’evacuazione, nell’agosto 2005, dei coloni israeliani (vd. nella cartina blocco del Goush katif e colonie. Fonte: Philippe Rekacewicz), lo stesso stato di Israele dichiarò la Striscia territorio esterno ai confini di interesse nazionale, escludendola così da ogni negoziazione futura come accadrà invece in Cisgiordania dove è in costruzione il Muro di separazione. Ma la Striscia di Gaza è rimasta comunque una “gabbia a cielo aperto”, dalla quale nessuno può uscire e dove nel 2008 si è aggravata l’emergenza umanitaria, inutilmente denunciata dalle Nazioni Unite, dovuta all’assenza di cibo, energia, lavoro. E dove cresce il sostegno all’estremismo politico e militare propugnato da Hamas.

gaza-sotto-attacco

I raid di questi 12 giorni, seppure sono serviti a ridimensionare l’organizzazione amministrativa militare di Hamas, non hanno certamente scalfito la volontà dell’organizzazione di annientare il “nemico sionista”. Il silenzio del mondo arabo “sunnita” si spiega anche con la volontà di suggerire ad Israele di non ripetere lo sbaglio commesso in Libano nell’agosto 2006 e di percorrere piuttosto gli otto chilometri di profondità territoriale della striscia per eliminare HAMAS e consegnare nuovamente la striscia alla più moderata amministrazione di Fatah.

È certo che Israele avrebbe preferito risolvere politicamente l’empasse con Hamas anche se in via ufficiosa, ma l’incalzare degli attacchi nelle città frontaliere hanno reso la situazione insostenibile per qualsiasi politico israeliano. Dopo la strage nella scuola dell’Onu, cresce la pressione della comunità internazionale per arrivare alla fine delle ostilità nel più breve tempo possibile e limitare il numero già altissimo delle vittime.

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