Perchè non è nata la Seconda Repubblica

Terra IncognitaNel saggio “Terra incognita – Le radici geopoltiche della crisi italiana” il direttore di Limes esamina i motivi della incompiuta transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica.

Il decennio degli anni ’90 e la transizione imcompiuta tra la Prima e la Seconda Repubblica sono al centro del saggio del 2001 e ancora oggi di stretta attualità del direttore di Limes, Lucio Caracciolo. Lo storico prende le mosse dall’anno chiave 1992, con gli effetti dell’implosione dell’Unione Sovietica, la fine della Guerra Fredda ed il crollo repentino del sistema partitico fino ad allora vigente, determinata dall’azione del pool di magistrati di Milano con la maxi-inchiesta Mani Pulite. Proprio il 1992 rappresenta il punto di svolta dello scenario politico del Bel Paese o almeno così, spiega l’autore, avrebbe dovuto essere. Il direttore della più diffusa rivista italiana di geopolitica espone l’evolversi del quadro politico generale e gli effetti che ne sono scaturiti negli anni successivi. Continua a leggere

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Un avvincente trailer

traversate-thierry-fabreEdito in Francia nel 2001 da Actes Sud e Arles Cedes, «Traversate» di Thierry Fabre (Ed. Mesogea, 265 pagg., 15,90 Euro) ha il dinamismo di un trailer, una sequenza di immagini sorprendenti per il realismo delle situazioni…Un trailer, un susseguirsi di inquadrature che sembrano scollegate, di situazioni scorrelate, di voci incomprensibili, di luoghi sconosciuti.

Un trailer che si rispetti trasmette i caratteri del film. «Traversate» è un invito ai lettori, un “prossimamente sui nostri scherni” l’equivalente del modo mediterraneo di essere nel mondo che l’autore sapientemente tratteggia.

Fabre non è uno storico, e pertanto non si avventura nell’ennesima retrospettiva. La sua attitudine sembra, piuttosto, quella dell’antropologo, che punta il microscopio sull’uomo e ne analizza le abitudini consolidate, l’ambiente in cui vive, lo scenario che ha saputo edificare nei millenni.

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Il Mediterraneo – Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni – di Fernand Braudel

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Lo spirito del Mediterraneo è giunto fino ai giorni nostri attraverso l’eredità classica che ha lasciato una profonda traccia nelle società che nel corso dei secoli si sono sviluppate nello spazio mediterraneo, anche solo marginalmente. Un insegnamento incentrato sulla straordinaria combinazione dei principi di misura, ordine ed armonia, ossia i fondamenti che la società contemporanea sta lentamente perdendo insieme al dialogo tra i popoli, che sin dall’antichità ha rappresentato lo speciale legame tra le opposte sponde del Mare Nostrum. È il filo conduttore di “Il Mediterraneo. Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni” (Tascabili Bompiani, pp. 282 euro, 8,50 euro), pietra miliare della storiografia del XX secolo, capolavoro dello storico francese Fernand Braudel pubblicato per la prima volta nel 1949 e testo ancora oggi fondamentale per conoscere il contributo delle diverse culture e ricostruire i processi di osmosi che hanno dato vita alla civiltà mediterranea. Continua a leggere

L’Urss e Israele

Copertina "perchè Stalin creò Israele"Calcoli strategici, legami ideologici, scambio di informazioni tra i servizi segreti e, soprattutto, un appoggio al sionismo con una precisa funzione antioccidentale: è fitta la trama di interessi che indussero il leader sovietico Iosif Stalin ad appoggiare la nascita dello Stato ebraico, come racconta il saggio “Perché Stalin creò Israele”, del giornalista e storico russo Leonid Mlecin (Sandro Teti Editore, 215 pagg., 17 Euro). Continua a leggere

Egitto, vite controcorrente. La femminista Nawal Al Saadawi presenta “Dissidenza e scrittura”

 

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La lotta epica con Gamal Nasser e il “tradimento” delle speranze riposte dagli intellettuali nel programma di giustizia sociale proclamato dal Presidente colonnello; l’arresto per le attività politiche sotto il regime di Anwar Sadat e l’involuzione sociale ed economica dell’Egitto con Hosni Mubarak, che ufficialmente predica la democrazia ma di fatto governa da 27 anni con pugno di ferro. C’è tutto questo nel libro-intervista della 77enne scrittrice e medico psichiatra egiziana Nawal Al Saadawi, “Dissidenza e scrittura. Conversazione sul mio itinerario intellettuale” (Edizioni Spirali, pag. 144, 20 Euro). Continua a leggere

“Il sogno incompiuto” di Ugo Tramballi

Un libro non solo “molto ben scritto e molto ben documentato” ma soprattutto “non partigiano, oggettivo, appassionato e sobrio al tempo stesso”. Aggettivi tutt’altro che scontati quando si parla di  un testo sul conflitto israelo-palestinese. Ma, dopo i complimenti dei colleghi Toni Capuozzo del Tg5 e Giampaolo Cadalanu de “La Repubblica”, l’elogio più alto per Ugo Tramballi, inviato speciale del Sole24Ore e autore di “Il Sogno incompiuto. Uomini e storie di Israele” (Marco Tropea Editore, 256 pag., 16 Euro) è venuto da un pezzo da novanta del giornalismo italiano come Arrigo Levi, oggi consigliere del Presidente della Repubblica: “già conosciamo e ammiriamo Tramballi da tanti anni per i suoi meravigliosi articoli, per le sue analisi così lucide e precise, per lo stile equilibrato e limpido, talvolta apparentemente freddo, con cui cerca di capire e di spiegare cosa avviene in quella terra. Un giorno Tramballi si è seduto al computer e ha tirato fuori tutto ciò che aveva dentro e che non poteva riversare nei suoi articoli: tutte le delusioni e le speranze di questo dramma senza fine, tutta la passione di chi ama due popoli e non vede una soluzione all’orizzonte”. Così è stato presentato nei giorni scorsi a Roma questo bel libro che si legge come un romanzo e che fornisce una serie di chiavi di lettura fondamentali per capire perché a 60 anni dalla fondazione Israele abbia “un esercito, istituzioni, un sistema di leggi, università, strade, ponti, il fisco e il codice della strada” ma resti “come la Palestina, che di tutto questo non ha nulla: un sogno irrealizzato”. Continua a leggere

“Mediterraneo, la Federazione che non c’è” di Enrico La Rosa

“Luogo di elezione delle civiltà adulte, frutto di lunghe fasi preliminari” nella definizione dello storico francese Fernand Braudel, il mar Mediterraneo che è stato il “cortile” nel quale si sono sviluppate le tre civiltà monoteistiche è oggi minacciato dall’inquinamento, dal depauperamento della fauna ittica, dai traffici umani e di stupefacenti. I malanni e le potenzialità del Mare Nostrum sono al centro del piccolo prezioso saggio “Mediterraneo: la Federazione che non c’è” (Edizioni associate, 108 pag., 10 Euro) del presidente dell’associazione O.Me.R.O. Enrico La Rosa, già ufficiale della Marina che ha ricoperto vari incarichi nelle rappresentanze italiane nei Paesi rivieraschi e ha vissuto in Algeria negli anni dell’attacco dei terroristi islamici allo Stato. Continua a leggere