La grande sfida della politica albanese

Mappa dei 27 Paesi membri UE

L’identità europea e l’allargamento dell’Unione: l’influenza che la prospettiva di adesione  ha avuto nel risultato delle elezioni in Albania.

Ne parliamo con il Prof. Guido Napoletano, docente di Diritto dell’Unione Europea dell’Università “La Sapienza” di Roma.

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Elezioni in Albania: fra propaganda e retorica politica

elezioni in albaniaIl test elettorale in Albania, cruciale per la futura adesione nell’Unione Europea, pare sia stato superato: le elezioni, per la prima volta dalla caduta del regime comunista, si sono svolte in maniera pacifica e ordinata.

I primi dati mostrano un testa a testa fra il partito democratico del premier uscente Sali Berisha ed il partito socialista guidato dall’attuale sindaco di Tirana, Edi Rama, contrastando con i sondaggi pubblicati dopo la chiusura dei voti che assegnavano la vittoria a Berisha. Continua a leggere

L’estrema destra israeliana si appresta a diventare forza di Governo

benjamin_netanyahuIn Israele si profila la costituzione di un Governo di estrema destra: Lieberman, leader del partito ultra-nazionalista, avrebbe infatti deciso di schierarsi con Benjamin Netanyahu, ex premier a capo del partito conservatore Likud.

La campagna elettorale, per poter legittimare le operazioni contro Hamas a Gaza, ha alimentato la paura e l’insicurezza fra la popolazione israeliana favorendo coloro che meglio sono riusciti a soddisfare l’esigenza di sicurezza di quella parte del Paese che si sente minacciata. Ma quando c’è un appiattimento delle forze politiche sui programmi incentrati sull’uso della forza e sull’intransigenza, a trarne vantaggio è chi più degli altri usa un tono minaccioso ed una retorica violenta. Continua a leggere

Elezioni Israele: nuovi possibili scenari

Riduzione confine Striscia di GazaUn conflitto mai chiuso, scene che si ripetono e telespettatori distratti, senza più voglia di capire, pensando di aver capito già tutto e che non ci sia niente di nuovo rispetto a tutte le altre volte nelle quali si sentiva parlare del “conflitto israelo-palestinese”. Sempre le stesse immagini, sempre le stesse ragioni, che non stanno né di qua né di là, semplicemente c’è chi parteggia per gli uni e chi per gli altri. E di solito nella vita accade che tra i due estremi la verità vada cercata nel mezzo, ma nel caso presente non è esattamente così.

In vista delle elezioni israeliane del prossimo 10 febbraio, si analizzano i futuri possibili scenari. Continua a leggere

Per Israele non c’è emergenza umanitaria a Gaza

L’operazione “Piombo fuso” va avanti. Il governo israeliano, in vista delle prossime elezioni, cerca di dare un’immagine di forza e di intransigenza.

palestina-donne_340x216La Comunità internazionale, rimasta a guardare all’inizio delle operazioni, si è mossa di fronte ad una reazione oramai considerata enormemente sproporzionata. Ci si muove su più fronti, dalla diplomazia internazionale alle mobilitazioni di gruppi e associazioni. Ma con un imperdonabile ritardo. Continua a leggere

Un altro punto di vista

1. Il problema rom oggi

Per secoli la figura dello “zingaro” è stata oggetto di diffidenza, persecuzioni o mitizzazioni negative. La negazione della possibilità di un’esistenza diversa ancora ai giorni nostri è alla base di diffidenza e di emarginazione.

Così per i Rom; l’intolleranza verso un popolo che attira su di sé l’indignazione popolare e che è oggetto di accuse, articoli, servizi, sondaggi, trasmissioni televisive ed analisi sociologiche.

In Italia siamo oramai abituati a questi clamori, il caso degli albanesi è ancora fresco, per non dire attuale.

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Unire le voci di pace

Scrittori “pacifisti” & opinion leader polemici: viaggio nella narrativa arabo-israeliana dopo le polemiche sull’Ospite d’onore della Fiera del Libro di Torino dall’8 al 12 maggio

Si parla ormai da tempo di una “Età dell’oro” della letteratura israeliana, grazie ad autori come David Grossman, Abraham B. Yehoshua, Meir Shalev e Amos Oz, dei quali alla Fiera del libro di Torino verranno presentati gli ultimi romanzi. Scrittori “pacifisti”, che chiedono pubblicamente la creazione di uno Stato palestinese. Eppure, mentre si scopre con piacere nei loro libri una forte necessità di capire e di andare incontro alle ragioni dell’altro, suscitano stupore le loro interviste sul boicottaggio della Fiera. Continua a leggere