Un caso emblematico, il Sahara occidentale

clicca l'immagine per il programmaSegnaliamo un interessante convegno che i nostri amici dell’Osservatorio Mediterraneo Geopolitica Antropologia organizzano il prossimo 10 maggio a Palazzo Salviati (CASD), a Roma.

Per maggiori informazioni, clicca qui.

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Alcune riflessioni sulla NATO dopo Lisbona

Pubblichiamo la prima di 2 interessanti interviste sulla NATO fatte ad Emiliano Stornelli, ricercatore di Magna Carta e Analista del Comitato Atlantico Italiano; ha partecipato allo scorso vertice di Lisbona del 20 novembre 2010. L’intervista in lingua originale è reperibile su questo link.

Stornelli, secondo lei, qual è il significato del summit di Lisbona della NATO?

A Lisbona le fondamenta tradizionali dell’Alleanza Atlantica non sono stati semplicemente riconfermati, ma addirittura rafforzati, come dimostrano chiaramente sia il Nuovo Concetto Strategico (http://www.nato.int/strategic-concept/index.html) e la Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo. La clausola di reciproca difesa (articolo 5 del Trattato del 1949) basata sulla solidarietà e mutua garanzia, saranno puntellate con il prossimo sistema di difesa missilistica che proteggerà tutte le Nazioni, i territori e le forze militari europee appartenenti alla NATO dal crescente pericolo di attacco per opera di missili balistici (lanciati molto probabilmente dal Sud Ovest Asiatico). La necessità di potenziare ulteriormente il ruolo di unico ed essenziale consesso di consultazione tra gli Alleati (art. 4) è stato pure sottolineato, così come il significato del legame transatlantico e l’indivisibilità tra le due sponde dell’Atlantico come essenza politica dell’Alleanza. Deve essere inoltre incluso in questo campo l’impegno ribadito a favore della libertà, della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto. Continua a leggere

Migrazione Ambientale e Sviluppo Sostenibile

Environmentally Induced Migration

L’attenzione scientifica e politica degli ultimi anni sul cambiamento climatico e altri fenomeni ambientali di portata internazionale, ha portato a concentrare l’attenzione di diversi ricercatori sul fenomeno delle migrazioni causate da fattori ambientali (Environmentally Induced Migration – EIM).
Per saperne di più ne abbiamo parlato con Andrea Milan, tirocinante alla Division for Sustainable Development delle Nazioni Unite (UNDESA – DSD) e autore di un background paper presentato lo scorso 14 Aprile 2010 alla “International Conference on Climate Change and Human Mobility” (http://climatemobility.ku.dk/). Partecipera’ ad altre due importanti conferenze, una a Maggio a Hamilton (Canada) e l’altra a Giugno a Gold Coast (Australia). Continua a leggere

Kosovo a rischio: si è cercato di costruire Stato senza nazione

Ha collaborato:

Marianna Rapisarda

Nel Dicembre del 2008 la missione dell’Unione Europea (Eulex) rileva l’amministrazione della polizia, della giustizia e dei servizi dalle Nazioni Unite. La Serbia accetta la missione UE.

Con la nomina dell’ambasciatore italiano Michael Giffoni a “facilitatore dell’Unione Europea per il Kosovo Settentrionale” e le polemiche seguite alle elezioni dello scorso novembre, lo status del Kosovo non sembra essere fra i più stabili.

Posti di fronte alla difficoltà che la comunità internazionale incontra nella gestione della costruzione dello Stato (State building) in questa regione, i ricercatori di Omero hanno voluto analizzare lo stato dell’arte delle missioni civili internazionali presenti in Kosovo (UNMIK, EULEX[1] e ICR) partendo dal loro fondamento giuridico, arrivando al ruolo avuto in occasione della proclamazione di indipendenza del Kosovo e tentando una proiezione nel futuro politico di questo fazzoletto di terra in mezzo ai Balcani.

Ne abbiamo parlato con Gianluca Serra, Dottorando presso la Seconda Università di Napoli, autore di una recente pubblicazione sull’argomento (SERRA, “The International Civil Administration in Kosovo: a Commentary on Some major Legal Issues” in Italian Yearbook of International Law, Vol. XVIII, 2008, pp. 84-85). Continua a leggere

La Turchia dirige la diplomazia mediorientale sulle note del Nabucco

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Non sappiamo quanto tempo ancora ci vorrà perché si firmi la risoluzione del contenzioso diplomatico tra Turchia e Armenia circa la definizione (genocidio? repressione?) della strage armena 1915 operata dall’Impero Ottomano. Senza di essa, la Turchia lo sa bene, non ci sarà posto in Europa per lei. Ultimamente però non sembra curarsene molto. Dopo lo schiaffo ricevuto da Francia e Germania, l’opinione pubblica si è disaffezionata al Vecchio Continente e ha cercato di costruire una sua identità internazionale potenziando il suo ruolo di pedina fondamentale nel gioco diplomatico mediorientale. Riuscendoci con discreta efficacia.

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L’uomo che sapeva troppo

Ho letto tutto d’un fiato questo articolo di Limesonline. Sembra di leggere la trama del sequel di Syriana. Interessante soprattutto per gli interrogativi che emergono sulla corretta interpretazione delle ultime mosse militari e paramilitari di Israele e Siria (raid aerei, attentati).

Luogotenenti Afghani

In uno stralcio de Il Foglio di sabato 19 maggio, sono elencati un po’ di nomi di leaders afghani che potrebbero diventare famosi tra poco.

Morto Dadullah se ne fa un altro, o forse è meglio mantenerne vivo il mito, ma evitare di enfatizzare la nomina del successore, come ha fatto sapere mullah Omar […]. Continua a leggere