Focus n.1 – Israele e Palestina 60 anni dopo


La Palestina tra il 1947 e il 1949Fervono i preparativi in Israele per le celebrazioni del sessantesimo anniversario della proclamazione il 14 maggio 1948 dello Stato d’Israele, mentre non si vedono spiragli alla gravissima crisi umanitaria in cui è piombata la Striscia di Gaza e al collasso provocato dal Muro in Cisgiordania dell’economia palestinese, resa già peraltro fragilissima dalla corruzione dei leader e dalla struttura clanica della società palestinese. L’atto costitutivo dello Stato ebraico recitava nel 1948 “fondato sulla giustizia e sulla pace, come predetto dai profeti”. Ma di quale pace si può parlare 60 anni dopo la Nakba, “la Catastrofe” come viene ricordata dai palestinesi quella ricorrenza?

ISRAELE insediamenti coloni

L’Osservatorio Mediterraneo di Ricerca Operativa (O.Me.R.O.) ha deciso di dedicare al conflitto in Medio Oriente il primo di una serie di focus sulle aree calde del Mediterraneo, nel tentativo di mettere a fuoco i fattori storici, politici, economici, sociali e religiosi che hanno finora impedito una soluzione dell’irrisolto scontro su una terra forse “troppo promessa” come l’ha definita uno dei protagonisti dei negoziati di pace sponsorizzati negli ultimi 20 anni dagli Stati Uniti, Aaron David Miller. Senza avere l’ambizione di dare un quadro esaustivo della guerra più dibattuta degli ultimi 60 anni, speriamo di fornire ai lettori almeno gli strumenti per orientarsi in un conflitto fra opposti nazionalismi, popoli, religioni che non può lasciare indifferenti chi vive dall’altra parte del mare.

Aspettiamo i vostri commenti e vi auguriamo buona lettura!

La Redazione di O.Me.R.O.

SOMMARIO del FOCUS n.1

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2 Risposte

  1. CM E FATTO STO LIBRO??????????????????LO VOGLIO VEDEREEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!CASPITA

  2. Ecco la situazione politica reale in Palestina (regione geografica che è data dalla somma del’area gialla con quella blu, più una parteche consta della scarpata orientale della Valle del Giordano, di proprietà del Regno di Giordania).

    Ed ecco l’unica soluzione:

    http://www.facebook.com/alessio.gd.mameli?v=app_2347471856#!/notes/alessio-giandomenico-mameli/ecco-la-soluzione-della-questione-israelo-palestinese/409257976526

    Gli israeliani non possono avere l’uovo e la gallina. Se non permettono la formazione dello stato arabo di Palestina (comprensibilmente, dato che si tratta solo di un mezzo per continuare poi la lotta fino alla distruzione completa di Israele) devono offrire agli arabi laici la cittadinanza di Israele, terminando però finalmente la politica della cittadinanza di serie b conferita agli israeliani di nazionalità araba (che sono esentati dal servizio militare, ma non possono votare).

    Per i particolari di questo progetto di unificazione delle nazioni araba ed ebraica conviventi in Palestina (per formare la nazione palestinese finora mancante e fondare la Federazione di Palestina) vi rimando alla nota:

    http://www.facebook.com/notes/alessio-giandomenico-mameli/ecco-la-soluzione-della-questione-israelo-palestinese/409257976526

    I musulmani fondamentalisti (cioè, nel caso palestinese, i militanti di Hamas) devono invece essere steriminati senza pietà. Per quanto riguarda gli ebrei ultraortodossi, essi non potranno più indottrinare i loro figli e segregarli dal mondo e se si rivoleranno contro la laicità della società palestinese così rifondata, verranno uccisi, senza alcuna pietà.

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