La Turchia dirige la diplomazia mediorientale sulle note del Nabucco

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Non sappiamo quanto tempo ancora ci vorrà perché si firmi la risoluzione del contenzioso diplomatico tra Turchia e Armenia circa la definizione (genocidio? repressione?) della strage armena 1915 operata dall’Impero Ottomano. Senza di essa, la Turchia lo sa bene, non ci sarà posto in Europa per lei. Ultimamente però non sembra curarsene molto. Dopo lo schiaffo ricevuto da Francia e Germania, l’opinione pubblica si è disaffezionata al Vecchio Continente e ha cercato di costruire una sua identità internazionale potenziando il suo ruolo di pedina fondamentale nel gioco diplomatico mediorientale. Riuscendoci con discreta efficacia.

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Nuova svolta nelle relazioni diplomatiche fra Turchia ed Armenia

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Sabato scorso, 10 Ottobre, i rappresentanti di Turchia ed Armenia hanno firmato in Svizzera i protocolli d’intesa per una normalizzazione delle relazioni bilaterali. Tali accordi dispongono che venga riaperta la frontiera turco-armena, che vengano ristabilite relazioni diplomatiche fra i due  Stati e che l’annosa questione del genocidio armeno sia affidata ad una commissione di storici per la sua indagine oggettiva. Continua a leggere

Energia: Gazprom ed Eni sul petrolio libico

di Mario Caiazzo – Energia, l’Eni punta la Libia. La società italiana siederà al tavolo delle trattative insieme a Gazprom e all’ente libico per l’energia National oil corporation (Noc) per discutere di progetti congiunti. La notizia è stata resa nota dai vertici della compagnia russa. Il colosso del metano ha annunciato il raggiungimento di un’intesa nel corso del pomeriggio del 31 ottobre a Mosca. Il patto è stato siglato nel corso dei colloqui svoltisi al Cremlino fra il numero uno di Gazprom Aleksei Miller e il capo di Noc Shukri Mohammed Ganiem, che ha accompagnato il colonnello Muammar Gheddafi nella sua visita ufficiale in Russia.

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