Un altro punto di vista

1. Il problema rom oggi

Per secoli la figura dello “zingaro” è stata oggetto di diffidenza, persecuzioni o mitizzazioni negative. La negazione della possibilità di un’esistenza diversa ancora ai giorni nostri è alla base di diffidenza e di emarginazione.

Così per i Rom; l’intolleranza verso un popolo che attira su di sé l’indignazione popolare e che è oggetto di accuse, articoli, servizi, sondaggi, trasmissioni televisive ed analisi sociologiche.

In Italia siamo oramai abituati a questi clamori, il caso degli albanesi è ancora fresco, per non dire attuale.

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Prospettive di integrazione

La comunità rom in Italia è un gruppo etnico estremamente eterogeneo, concepito come gruppo marginale. Una comunità marginale è, per definizione, quella che si trova ad esistere geograficamente, socialmente, o economicamente, lungo un margine, appunto lungo il confine ideale che separa la società dal resto. La marginalità porta con sé, dal punto di vista di noi occidentali, il concetto,quasi il proprio sinonimo, della esclusione da una centralità di cui comunque è parte. Questo concetto è ben noto a tutti ed è per annullare questa esclusione che vengono elaborate strategie di integrazione rivolte a tutti i gruppi ritenuti a rischio marginalità.

Tuttavia la marginalità, la prossimità ad un confine, non ha solo potenzialità negative. Una diversa concezione di marginalità potrebbe portare ad un diverso concetto di integrazione. In particolar modo in una società come la nostra, dove “decentralizzare” è la chiave per ottenere maggiore efficienza, sembra strano che la marginalità possa ancora rappresentare una minaccia e non invece un’opportunità. Continua a leggere

20 Giugno 2008: Rome to Roma

A conclusione dell’evento “Rome to Roma”, la nostra impressione è stata quella di aver riscontrato una grande partecipazione ed un vivo interesse, innanzitutto nel numeroso pubblico desideroso di scoprire la realtà locale del “pianeta rom”, ed inoltre presso tutti gli intervenuti al dibattito.

Durante la presentazione di apertura sono stati molto apprezzati gli interventi dei relatori, tra cui il Prefetto di Roma Carlo Mosca, che hanno delineato le proprie posizioni e raccontato le proprie esperienze relative al variegato mondo rom, dei loro problemi e della “distanza sociale” esistente ancora oggi.

Gli interventi dei relatori, in particolar modo quelli di Stefano Boeri e Francesco Garofalo, hanno descritto perfettamente le diverse realtà che abbiamo incontrato personalmente nella nostra esperienza diretta nei vari “campi rom” presenti a Roma, tracciando le prospettive di un futuro assetto urbano basato sull’ integrazione sociale e sul rispetto reciproco. Non si è dimenticato di esporre, come sottolineato da Don Bruno Nicolini, l’importanza della responsabilizzazione sociale e politica da parte dei rom, che devono riuscire a fare un passo deciso verso la società in cui vogliono vivere, al fine di dimostrare concretamente il loro desiderio di integrazione in Italia.

Di grande impatto emotivo è risultata la proiezione del film documentario, in quanto ha permesso a chi vi scrive di riprovare le sensazioni e le emozioni vissute in prima persona durante il viaggio con i campers all’interno dei vari insediamenti rom nella città di Roma.

Trailer del documentario