Kosovo a rischio: si è cercato di costruire Stato senza nazione

Ha collaborato:

Marianna Rapisarda

Nel Dicembre del 2008 la missione dell’Unione Europea (Eulex) rileva l’amministrazione della polizia, della giustizia e dei servizi dalle Nazioni Unite. La Serbia accetta la missione UE.

Con la nomina dell’ambasciatore italiano Michael Giffoni a “facilitatore dell’Unione Europea per il Kosovo Settentrionale” e le polemiche seguite alle elezioni dello scorso novembre, lo status del Kosovo non sembra essere fra i più stabili.

Posti di fronte alla difficoltà che la comunità internazionale incontra nella gestione della costruzione dello Stato (State building) in questa regione, i ricercatori di Omero hanno voluto analizzare lo stato dell’arte delle missioni civili internazionali presenti in Kosovo (UNMIK, EULEX[1] e ICR) partendo dal loro fondamento giuridico, arrivando al ruolo avuto in occasione della proclamazione di indipendenza del Kosovo e tentando una proiezione nel futuro politico di questo fazzoletto di terra in mezzo ai Balcani.

Ne abbiamo parlato con Gianluca Serra, Dottorando presso la Seconda Università di Napoli, autore di una recente pubblicazione sull’argomento (SERRA, “The International Civil Administration in Kosovo: a Commentary on Some major Legal Issues” in Italian Yearbook of International Law, Vol. XVIII, 2008, pp. 84-85). Continua a leggere

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Rassegna Stampa Geopolitica – Novembre 2009

In questa Rassegna Stampa sono stati inseriti gli articoli più interessanti secondo l’opinione della Redazione di O.Me.R.O., suddivisi per area geografica e tematiche del mese di Novembre del 2009.

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Ultime sulla pirateria somala

La pirateria marittima registra un nuovo episodio di cronaca non esaltante.

Secondo notizie degli ultimi giorni tredici pirati somali, catturati due settimane fa dopo aver tentato di assaltare una nave che batteva bandiera del Togo da un’unità militare danese impegnata nei pattugliamenti della task force europea al largo delle coste del Corno d’Africa, sono stati rilasciati e trasferiti a terra in Somalia. E ciò perché sanzionare, processare e imprigionare i tredici pirati somali, catturati due settimane fa a bordo di un barchino dove erano state trovate armi automatiche, rampini, bazooka e numerose munizioni, sarebbe complicato, pericoloso e foriero di indesiderate ritorsioni, cui Danimarca ed Europa non vogliono evidentemente essere esposte. Continua a leggere

CASD – 3rd International Conference on the Mediterranean Region

L’Associazione Culturale O.Me.R.O. parteciperà ai lavori della 3^ Conferenza Internazionale sul Mediterraneo, organizzata dal Centro Alti Studi per la Difesa, che si terrà nei giorni 19-20 Novembre 2009 presso la sede istituzionale di Palazzo Salviati in Roma.


Rassegna Stampa Geopolitica – Ottobre 2009

Rassegna stampa giornali nazionali ed internazionaliIn questa Rassegna Stampa sono stati inseriti gli articoli più rilevanti secondo l’opinione della Redazione di O.Me.R.O., suddivisi per area geografica e tematiche, del mese di Ottobre del 2009.

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La Turchia dirige la diplomazia mediorientale sulle note del Nabucco

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Non sappiamo quanto tempo ancora ci vorrà perché si firmi la risoluzione del contenzioso diplomatico tra Turchia e Armenia circa la definizione (genocidio? repressione?) della strage armena 1915 operata dall’Impero Ottomano. Senza di essa, la Turchia lo sa bene, non ci sarà posto in Europa per lei. Ultimamente però non sembra curarsene molto. Dopo lo schiaffo ricevuto da Francia e Germania, l’opinione pubblica si è disaffezionata al Vecchio Continente e ha cercato di costruire una sua identità internazionale potenziando il suo ruolo di pedina fondamentale nel gioco diplomatico mediorientale. Riuscendoci con discreta efficacia.

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Nuova svolta nelle relazioni diplomatiche fra Turchia ed Armenia

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Sabato scorso, 10 Ottobre, i rappresentanti di Turchia ed Armenia hanno firmato in Svizzera i protocolli d’intesa per una normalizzazione delle relazioni bilaterali. Tali accordi dispongono che venga riaperta la frontiera turco-armena, che vengano ristabilite relazioni diplomatiche fra i due  Stati e che l’annosa questione del genocidio armeno sia affidata ad una commissione di storici per la sua indagine oggettiva. Continua a leggere