Elezioni in Albania: fra propaganda e retorica politica

elezioni in albaniaIl test elettorale in Albania, cruciale per la futura adesione nell’Unione Europea, pare sia stato superato: le elezioni, per la prima volta dalla caduta del regime comunista, si sono svolte in maniera pacifica e ordinata.

I primi dati mostrano un testa a testa fra il partito democratico del premier uscente Sali Berisha ed il partito socialista guidato dall’attuale sindaco di Tirana, Edi Rama, contrastando con i sondaggi pubblicati dopo la chiusura dei voti che assegnavano la vittoria a Berisha. Continua a leggere

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Algeria: Elezioni presidenziali, elettori in calo

 

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Il tasso di gradimento degli elettori, già salito dal 74% del 1999 all’85% nella rielezione del 2004, è destinato ad aumentare ancora in occasione del terzo mandato, per il quale si è votato ieri 9 aprile. Peccato che il quesito alla base di questo importante appuntamento non sia costituito dal suo esito, sicuramente plebiscitario per la riconferma del 72enne presidente in carica Abdaliziz Bouteflika, ma dai dati sull’affluenza alle urne. La campagna elettorale che ha portato a queste elezioni non è stata contrassegnata dalla disputa sui temi politici, sociali, soprattutto economici, vista la crisi recessiva mondiale in atto. L’oggetto del contendere è stata l’opportunità di boicottare la consultazione.

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Un nuovo mediatore per risolvere la situazione del Sahara Occidentale

Novembre 1975. Dopo 91 anni di dominazione, la Spagna si ritira dal Sahara spagnolo senza un piano graduale e senza avere preparato la classe politica subentrante. Il territorio, di circa 266.000 Kmq, contro i 710,850 Km del Marocco (circa un terzo di questo Stato, quasi pari all’intera Italia, la cui superficie è di 310.230 Kmq), viene semplicemente abbandonato nelle mani della Mauritania e del Marocco che se lo spartiscono.

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L’estrema destra israeliana si appresta a diventare forza di Governo

benjamin_netanyahuIn Israele si profila la costituzione di un Governo di estrema destra: Lieberman, leader del partito ultra-nazionalista, avrebbe infatti deciso di schierarsi con Benjamin Netanyahu, ex premier a capo del partito conservatore Likud.

La campagna elettorale, per poter legittimare le operazioni contro Hamas a Gaza, ha alimentato la paura e l’insicurezza fra la popolazione israeliana favorendo coloro che meglio sono riusciti a soddisfare l’esigenza di sicurezza di quella parte del Paese che si sente minacciata. Ma quando c’è un appiattimento delle forze politiche sui programmi incentrati sull’uso della forza e sull’intransigenza, a trarne vantaggio è chi più degli altri usa un tono minaccioso ed una retorica violenta. Continua a leggere

“Parlamento del Mediterraneo: la parola ai cittadini e non ai governi”

Intervista con l’ex senatore Learco Saporito, tra i fondatori dell’APM

Un’istituzione “che parte dal basso”, dai “rappresentanti dei popoli” del Mediterraneo e non dai loro governi. È questa la visione che ha dato vita all’Assemblea parlamentare del Mediterraneo, spiega in un colloquio con O.Me.R.O. l’ex senatore Learco Saporito, 72 anni, giurista e tra i fondatori dell’APM. Finanziato dai vari Parlamenti, l’organismo nato ufficialmente nel 2006 per potenziare il dialogo e la cooperazione politica tra i paesi del Bacino ha sede a Malta e raduna le delegazioni dei 25 Paesi affacciati sul Mediterraneo ed in più Giordania, Macedonia e Portogallo. Esso è “espressione dei cittadini” e non delle maggioranze al potere: questa, aggiunge l’ex parlamentare di AN, è il valore aggiunto rispetto all’Unione per il Mediterraneo nata lo scorso luglio su impulso del presidente francese Nicolas Sarkozy. E mentre fervono i preparativi per la prima Giornata del Mediterraneo, il prossimo 21 marzo, i delegati preparano una visita in Italia, durante la quale saranno ricevuti in Parlamento e in Vaticano, ed una giornata con i leader delle religioni ad Assisi.

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Elezioni Israele: nuovi possibili scenari

Riduzione confine Striscia di GazaUn conflitto mai chiuso, scene che si ripetono e telespettatori distratti, senza più voglia di capire, pensando di aver capito già tutto e che non ci sia niente di nuovo rispetto a tutte le altre volte nelle quali si sentiva parlare del “conflitto israelo-palestinese”. Sempre le stesse immagini, sempre le stesse ragioni, che non stanno né di qua né di là, semplicemente c’è chi parteggia per gli uni e chi per gli altri. E di solito nella vita accade che tra i due estremi la verità vada cercata nel mezzo, ma nel caso presente non è esattamente così.

In vista delle elezioni israeliane del prossimo 10 febbraio, si analizzano i futuri possibili scenari. Continua a leggere

Per Israele non c’è emergenza umanitaria a Gaza

L’operazione “Piombo fuso” va avanti. Il governo israeliano, in vista delle prossime elezioni, cerca di dare un’immagine di forza e di intransigenza.

palestina-donne_340x216La Comunità internazionale, rimasta a guardare all’inizio delle operazioni, si è mossa di fronte ad una reazione oramai considerata enormemente sproporzionata. Ci si muove su più fronti, dalla diplomazia internazionale alle mobilitazioni di gruppi e associazioni. Ma con un imperdonabile ritardo. Continua a leggere