L’incontro di Nisida: un resoconto

di Enrico La Rosa

Nisida, 4 giugno 2008. Ore 1142. Il vessillo del Comando della Componente Marittima Alleata (CC-Mar) di Napoli passa – non senza un attimo di esitazione ed un’impercettibile resistenza – dalle mani dell’ammiraglio Roberto Cesaretti a quelle del più giovane collega Maurizio Gemignani, che gli subentra nella guida della componente navale delle forze Nato del sud Europa.

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L’opinione di Tariq Ramadan sulla Fiera del Libro: “Parliamo di Israele ma anche della crisi a Gaza” di Enrico La Rosa

Sulla situazione israelo-palestinese e sulla mostra del libro di Torino è intervenuto di recente anche Tariq Ramadan alla trasmissione Radioanch’io di Radio Uno.

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Distanza fra leadership e cittadini sul conflitto arabo-israeliano: il caso dell’Algeria di Enrico La Rosa

Sui rapporti con Israele molti indizi sembrerebbero dimostrare che in questo momento i leader politici di alcuni Paesi arabi siano più rigidi ed arroccati sulle loro posizioni di quanto non avvenga all’interno delle rispettive opinioni pubbliche, come se la politica fosse incapace di recepire la voglia di pace delle popolazioni. E’ singolare, in proposito, l’esperienza vissuta da alcuni giornalisti algerini qualche anno fa. 

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Tra violazioni e abusi, lo stallo del processo di pace

Colloquio con la sociologa palestinese Samira Al Sakka 60 anni dopo la Nakba

di Enrico La Rosa

E’ il sessantesimo anniversario della nascita d’Israele. Meglio sarebbe dire che è il sessantesimo anno di guerra in Palestina. Sembrerebbe più appropriato parlare di sessant’anni di conflitto. Della mancata attuazione della volontà della comunità internazionale e delle direttive delle Nazioni Unite. Del pretesto di cui si è avvalso il giovane stato d’Israele per espandersi sempre più, passando dal misero 6% delle terre palestinesi in suo possesso alle dimensioni attuali, dopo avere aumentato di un terzo il territorio che gli era stato assegnato. Della mai smentita costruzione di ordigni nucleari israeliani, quelle armi di distruzione di massa il cui solo sospetto di possesso è stato sufficiente allo sconquassamento di interi Stati e alla minaccia di fare altrettanto con altri. Dell’esilio inflitto a centinaia di migliaia di Palestinesi, cui è vietato il ritorno in patria, per non turbare l’equilibrio demografico esistente fra le due popolazioni. Dello stato Palestinese, mai nato, anzi nato morto, e del quale si sono divise le spoglie l’Egitto e la Giordania, creando le premesse per un interminabile conflitto. Del terrorismo islamico, che nella situazione palestinese affonda pretestuosamente le radici per contrastare l’avanzata del neocolonialismo di tipo economico e finanziario di matrice americana, che non ha potuto evitare che soggetti emergenti, ancora più spregiudicati, cavalcassero l’onda dei flussi della globalizzazione generalizzata e della finta liberalizzazione dei mercati. Di tutto questo abbiamo parlato con la sociologa palestinese Samira Al-Sakka, sociologa palestinese docente all’università di Algeri, dove è dovuta restare in seguito alla chiusura delle frontiere palestinesi. Continua a leggere