Vertice di Marsiglia, 3–4 Novembre 2008: l’Unione per il Mediterraneo supera lo scoglio della Lega Araba


Agli inizi del mese di Novembre si è tenuto a Marsiglia il Vertice dell’Unione per il Mediterraneo tra i 43 Ministri degli Esteri dei Paesi membri. Dopo due giorni di serrato confronto diplomatico, gli Stati sono pervenuti ad un accordo definitivo per quanto concerne l’assetto istituzionale della UpM.

La città di Barcellona è stata scelta quale sede del Segretariato, che rappresenterà il centro decisionale della Upm. Nell’antico Palazzo reale della capitale della Catalogna risiederà il Segretario generale di provenienza di un Paese della sponda meridionale e lavorerà assieme ai vice segretari di cinque Paesi: Italia, Grecia, Malta, Israele e Autorità Nazionale Palestinese. Questi funzionari resteranno in carica per tre anni e saranno operativi entro la fine dell’anno in corso. Si prospetta anche l’ipotesi di un allargamento ad un sesto membro, che sarà valutata dai presidenti egiziano e francese, rispettivamente Hosni Mubarak e Nicolas Sarkozy, in seguito alla candidatura presentata dalla Turchia. L’organo decisionale selezionerà i progetti della UpM, con l’obiettivo di promuovere la crescita e l’occupazione, la coesione regionale e l’integrazione socio-economica, con riferimento ai settori che erano stati individuati in precedenza, durante il Vertice di Parigi del luglio scorso. Inoltre, il Segretariato avrà il compito di trovare i fondi necessari e la facoltà di gestione ed indirizzo degli stessi.

Per quanto riguarda la Presidenza della UpM è stata confermata la scelta già fatta in precedenza di Francia ed Egitto, quali co-presidenti per un periodo di due anni. Inoltre il Presidente Sarkozy ha ottenuto una importante deliberazione a favore del suo obiettivo di continuare a rimanere ufficialmente alla guida del nuovo organismo internazionale, da lui fortemente voluto. La presidenza europea, il cui mandato semestrale non si allineava con quello dei Paesi della Lega Araba, che hanno un leader in carica per due anni, verrà affiancata dalla presidenza precedente e da quella successiva, in modo tale da avere una maggiore continuità relazionale e operativa. In questo modo Parigi resterà alla presidenza della UpM per altri sei mesi, fino al 30 giugno 2009.

Il nodo politico cruciale, per la buona riuscita della UpM, è da sempre rappresentato dal rapporto tra la Lega Araba ed Israele. Nel corso del Vertice di Marsiglia è stato fatto un primo rilevante passo in avanti in direzione di una convergenza, seppur ancora lieve. Lo Stato israeliano ha accettato di sottoscrivere la dichiarazione politica di sostegno al processo di pace in Medio Oriente, a proposito della “iniziativa araba di pace”, che da sempre  è stata contestata e per la quale Israele aveva posto il veto all’ingresso della Conferenza islamica nell’Unione per il Mediterraneo. Dall’altra parte è stato cancellato il riferimento allo stop degli insediamenti israeliani nei Territori, con l’introduzione nel testo finale della seguente proposizione, di natura indiretta e generica: “…i ministri invitano le parti ad astenersi da ogni misura che possa pregiudicare l’esito dei negoziati”. Tramite questa mediazione è stato sancito l’ingresso della Lega Araba nell’UpM, quale membro a pieno titolo e non più confinata al semplice ruolo di osservatore.

Durante il Vertice di Marsiglia, i Ministri hanno sottoscritto un documento con il quale gli Stati si sono impegnati a contribuire alla pace, alla stabilità e allo sviluppo della regione, sottolineando il loro appoggio al processo di Annapolis e al miglioramento del dialogo tra i Paesi mediorientali. A questo proposito l’Unione per il Mediterraneo si candida a diventare una sede privilegiata dove arabi ed israeliani potranno confrontarsi per approfondire il dialogo per la pace in Medio Oriente? E’ molto difficile dirlo oggi, in quanto la UpM sta muovendo i primi passi e non annovera tra i suoi obiettivi primari la pace in Medio Oriente. Tuttavia, proprio per la mancanza di un ruolo ufficiale in questa querelle, l’Unione per il Mediterraneo potrebbe rappresentare un’assise nella quale gli antagonisti disporrebbero di modalità e scenari differenti, ad esempio attraverso i vertici periodici della sua Agenda, per pervenire agli assetti necessari alla costruzione di una pace duratura e stabile.

L’ingresso della Lega Araba contribuirà in ogni caso a fornire un’identità ancora più mediterranea alla UpM, ed inoltre, rivestirà un ruolo chiave nella cooperazione per lo sviluppo attraverso i finanziamenti ai progetti della UpM, da parte dei suoi 22 Paesi membri. In special modo i ricchi Stati petroliferi del Golfo Persico potrebbero diventare il volano finanziario per il superamento dello squilibrio esistente tra le due sponde del Mediterraneo, che rappresenta uno dei nodi cruciali da sciogliere per il conseguimento concreto dell’integrazione mediterranea. Infatti, i Paesi della sponda meridionale non vogliono correre il rischio che la UpM si trasformi in una mera area di commercio dei prodotti europei, che provocherebbe un aumento del grado di disuguaglianza dello sviluppo economico del Mar Mediterraneo.

Dal punto di vista economico è stato annunciato che i fondi per il funzionamento dell’Upm arriveranno dal budget della Ue (la Commissione Europea ha già stanziato 27,7 milioni di euro) e dai Paesi membri che stipendieranno i funzionari del Segretariato e potranno versare dei contributi volontari. Inoltre il Segretariato, dopo aver ottenuto l’approvazione dei ministri, potrà ottenere dei finanziamenti supplementari ricorrendo ad altri finanziamenti provenienti, ad esempio, dal settore privato, dalle istituzioni finanziarie internazionali, dalla cooperazione bilaterale e dai contributi dei partner mediterranei. A tale proposito, l’Italia ha proposto di istituire un forum economico permanente a Milano, dove far incontrare Governi nazionali e imprese private, al fine di moltiplicare le possibilità di investimenti, attraverso un dialogo costante tra i differenti soggetti economici.

Nella dichiarazione finale, a conclusione del vertice, è stata stilata l’Agenda programmatica degli incontri ministeriali euro mediterranei, che si susseguiranno nel 2009. Questa lista indicativa contempla i seguenti settori: trasporti, istruzione superiore, commercio, giustizia, sicurezza, economia, finanza, sviluppo sostenibile e potenziamento del ruolo della donna nella società, temi che saranno maggiormente sviluppati al fine di velocizzare il processo di integrazione della regione mediterranea.

Con il successo politico e diplomatico ottenuto al Vertice di Marsiglia, l’Unione per il Mediterraneo potrà finalmente dare inizio alla propria attività, sin dalla fine del 2008. Tuttavia bisognerà verificare se la nuova impostazione di natura economicista impressa dal presidente francese Sarkozy riuscirà a sciogliere i nodi che permangono e che potrebbero ostacolare e far fallire il processo di integrazione mediterranea che già in passato era naufragato. Permane il dubbio che questo scambio di “favori politici” avvenuto tra gli arabi e gli israeliani possa avere una durata limitata. Nel momento in cui Israele non avrà più un rappresentante nel Segretariato, per naturali motivi di turnazione, e quindi non avrà un controllo diretto sulla gestione economica dei fondi della UpM e sulla condotta dei Paesi arabi, come si comporterà nei confronti della Lega Araba? Proverà a modificare l’assetto a proprio vantaggio e a discapito dei Paesi arabi o si comporterà come un qualsiasi altro Stato membro? A tale proposito, il successo o meno dell’UpM, nei suoi primi anni di vita, potrebbe influenzare le decisioni che saranno prese in seguito. Rimandiamo lo scioglimento di questo dubbio al prossimo vertice, che si terrà in Spagna nel 2010, dove sarà dato un ulteriore impulso alla costruzione dell’integrazione mediterranea.

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