Egitto, vite controcorrente. La femminista Nawal Al Saadawi presenta “Dissidenza e scrittura”


 

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La lotta epica con Gamal Nasser e il “tradimento” delle speranze riposte dagli intellettuali nel programma di giustizia sociale proclamato dal Presidente colonnello; l’arresto per le attività politiche sotto il regime di Anwar Sadat e l’involuzione sociale ed economica dell’Egitto con Hosni Mubarak, che ufficialmente predica la democrazia ma di fatto governa da 27 anni con pugno di ferro. C’è tutto questo nel libro-intervista della 77enne scrittrice e medico psichiatra egiziana Nawal Al Saadawi, “Dissidenza e scrittura. Conversazione sul mio itinerario intellettuale” (Edizioni Spirali, pag. 144, 20 Euro).

Medico e autrice di 45 opere tra romanzi, saggi, racconti e commedie, fondatrice dell’Arab Women Solidarity Association, associazione femminista panaraba nata nel 1982, la Al Saadawi dà il meglio di sé nelle pagine che raccontano la quotidianità “di una donna che vive in una società contraria alle donne”. Come quando rievoca le esperienze di medico di campagna confluite nel saggio “Donne e sesso”, del 1969, in cui denunciava il delitto d’onore, la mutilazione genitale femminile, il legame perverso fra verginità, onore e violenza. Battaglie che se cominciano timidamente a portare dei risultati, visto che nel 2008 il governo ha finalmente dichiarato illegale il taglio della clitoride, dall’altra non rappresentano che l’inizio della lotta che le donne hanno intrapreso in molti Paesi arabi per la piena parità di diritti.”Con la rinascita dei gruppi religiosi – rimarca – tutti i tipi di oppressione contro le donne stanno tornando: non solo il velo e la circoncisione, ma anche il delitto d’onore, che è aumentato in Egitto, in Giordania e in molte aree con l’ascesa dei Fratelli musulmani”. Minacciata di morte da varie organizzazioni fondamentaliste che hanno intentato contro di lei due processi per apostasia (li ha vinti entrambi) e per questo esule per 15 anni negli Stati Uniti, dove insegna “Creatività e dissidenza” alla Duke University, il sogno della Al Saadawi alla vigilia del suo ritorno in patria è che “l’Egitto diventi un Paese indipendente, che possiamo liberarci dal dominio degli americani e degli inglesi, e che l’Egitto torni al potere creativo delle sue menti, perso a causa del colonialismo, e che ci sia un vero Rinascimento, una vera rivoluzione culturale, politica, economica”. 

 

 

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