“Il sogno incompiuto” di Ugo Tramballi


Un libro non solo “molto ben scritto e molto ben documentato” ma soprattutto “non partigiano, oggettivo, appassionato e sobrio al tempo stesso”. Aggettivi tutt’altro che scontati quando si parla di  un testo sul conflitto israelo-palestinese. Ma, dopo i complimenti dei colleghi Toni Capuozzo del Tg5 e Giampaolo Cadalanu de “La Repubblica”, l’elogio più alto per Ugo Tramballi, inviato speciale del Sole24Ore e autore di “Il Sogno incompiuto. Uomini e storie di Israele” (Marco Tropea Editore, 256 pag., 16 Euro) è venuto da un pezzo da novanta del giornalismo italiano come Arrigo Levi, oggi consigliere del Presidente della Repubblica: “già conosciamo e ammiriamo Tramballi da tanti anni per i suoi meravigliosi articoli, per le sue analisi così lucide e precise, per lo stile equilibrato e limpido, talvolta apparentemente freddo, con cui cerca di capire e di spiegare cosa avviene in quella terra. Un giorno Tramballi si è seduto al computer e ha tirato fuori tutto ciò che aveva dentro e che non poteva riversare nei suoi articoli: tutte le delusioni e le speranze di questo dramma senza fine, tutta la passione di chi ama due popoli e non vede una soluzione all’orizzonte”. Così è stato presentato nei giorni scorsi a Roma questo bel libro che si legge come un romanzo e che fornisce una serie di chiavi di lettura fondamentali per capire perché a 60 anni dalla fondazione Israele abbia “un esercito, istituzioni, un sistema di leggi, università, strade, ponti, il fisco e il codice della strada” ma resti “come la Palestina, che di tutto questo non ha nulla: un sogno irrealizzato”.

Un viaggio dentro le contraddizioni di un Paese che ha un tasso di crescita economica superiore al 5% (e con previsioni del 4% anche per il 2009, malgrado la crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio i mercati internazionali) e dove tuttavia cresce l’estremismo della destra, come si è visto recentemente con l’aggressione allo storico pacifista Zeev Sternhell. Un Paese che per salvare la democrazia non può più eludere problemi cruciali: il peso crescente dei coloni nella vita dello Stato, l’occupazione illegale dei Territori, l’aumento dei nuovi poveri, la militarizzazione della vita civile.

Giunto in libreria sei anni dopo “L’Ulivo e le pietre”, che era stato concepito dall’autore per raccontare la nascita dello Stato palestinese e che è diventato poi in corso d’opera l’amara analisi delle cause della Seconda Intifada, “Il sogno incompiuto” tenta di capire cosa è andato storto nel processo di pace. Assolutamente da leggere, tra gli altri, la storia dell’incontro con “l’uomo che ha costruito il Muro”, il cartografo Dan Tirza, e le pagine dedicate agli storici revisionisti israeliani Benny Morris, Ilan Pappe, Avi Shlaim: gente che ha tentato di “sporcarsi le mani” affondandole nella parte oscura della Storia. Profeti in patria, inascoltati e invisi.

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