Giacomo Natali, articolo pubblicato su Limes Online
Un ponte tra culture o una portaerei anglo-americana?L’indisponibilità greco cipriota al compromesso e l’incertezza politica della Turchia e conseguentemente dei turco ciprioti, hanno fino ad ora lasciato che i forti interessi neo-coloniali britannici e soprattutto quelli strategici americani (interessati alla posizione strategica dell’Isola dal punto di vista militare ed energetico) continuassero a dettare l’agenda dell’Isola.L’UE non sembra dal canto suo in grado di proporre una politica seria né tanto meno unitaria, anche a causa dell’uso strumentale della controversia cipriota in chiave anti-turca.Tuttavia alcuni elementi, come le elezioni presidenziali nella Repubblica di Cipro del 2008, l’imminente decisione del parlamento turco riguardo al nuovo Presidente, l’accelerazione nelle decisioni internazionali imposta dalla questione energetica e dall’instabilità della regione, potrebbero condurre le due parti a riprendere il proprio tradizionale ruolo di ponte tra oriente ed occidente. In caso contrario la situazione è destinata a cristallizzarsi, incrementando o normalizzando l’anomalia della situazione e favorendo il suo sfruttamento da parte dei forti soggetti esterni, interessati a questa portaerei naturale, che da millenni si protende verso il Medio Oriente, subendo le volontà dei potenti di passaggio
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